I blog sono la nostra palestra, non ignoriamoli
Una delle responsabilità del centrodestra nella sua scarsa capacità di far presa su un pubblico avvezzo a discutere sta nell'aver sottovalutato per anni il ruolo svolto da internet, nell'aver voluto vedere il peso che hanno, nel loro complesso, i mille blog a carattere politico che affollano la scena in Italia. di Marco Cavallotti - www.legnostorto.com Torna a Il cambiamento del centrodestra partirà dal Web? - Blogger a confronto
11 AGO 20

Una delle responsabilità del centrodestra nella sua scarsa capacità di far presa su un pubblico avvezzo a discutere sta nell'aver sottovalutato per anni il ruolo svolto da Internet, nell'aver voluto vedere il peso che hanno, nel loro complesso, i mille blog a carattere politico che affollano la scena in Italia. Saranno letti da pochi, e per questo è giusto trovare e potenziare strumenti di aggregazione come Tocqueville; non faranno audience come una comparsata televisiva; non sposteranno l'elettorato di un paio di punti in una sera: ma sono loro che danno il tono, che esprimono nella maniera più estesa e convincente il pensiero – o i pensieri – che percorrono tutti noi. Sono la nostra palestra, il nostro modo di crescere e di maturare.
Di fronte alla crisi generale del giornale di carta, poi, i giornali on line come Il legno Storto continuano regolarmente ad accrescere il numero dei propri lettori e tendono sempre più a trasformarsi in comunità che portano idee e valori per l'elaborazione dei programmi politici, con costi bassissimi. Insomma, quando ci si pone il problema di far politica, di sviluppare finalmente quel benedetto rapporto fra elettori e partito, che non può essere risolto solo in maniera mediatica, ma richiede lavoro e assiduità, è naturale che il web venga finalmente scoperto. Può fare perfino le veci di quel sistema di selezione e di decantazione delle leadership locali e nazionali, che un tempo era costituito dalla vita di partito, nelle sezioni. Da questo punto di vista, anzi, a noi del Legno Storto pare che sostenere e difendere stampa on line e blog da ogni tentativo di zittirle costituisca un passaggio obbligato per la crescita di una cultura liberale e di una consapevolezza politica dimostrati ormai indispensabili. Senza i quali anche il semplice accorgimento delle "primarie" non risolverebbe affatto il problema di fondo: produrrebbe solo una serie di piccoli Masanielli.
Di fronte alla crisi generale del giornale di carta, poi, i giornali on line come Il legno Storto continuano regolarmente ad accrescere il numero dei propri lettori e tendono sempre più a trasformarsi in comunità che portano idee e valori per l'elaborazione dei programmi politici, con costi bassissimi. Insomma, quando ci si pone il problema di far politica, di sviluppare finalmente quel benedetto rapporto fra elettori e partito, che non può essere risolto solo in maniera mediatica, ma richiede lavoro e assiduità, è naturale che il web venga finalmente scoperto. Può fare perfino le veci di quel sistema di selezione e di decantazione delle leadership locali e nazionali, che un tempo era costituito dalla vita di partito, nelle sezioni. Da questo punto di vista, anzi, a noi del Legno Storto pare che sostenere e difendere stampa on line e blog da ogni tentativo di zittirle costituisca un passaggio obbligato per la crescita di una cultura liberale e di una consapevolezza politica dimostrati ormai indispensabili. Senza i quali anche il semplice accorgimento delle "primarie" non risolverebbe affatto il problema di fondo: produrrebbe solo una serie di piccoli Masanielli.
di Marco Cavallotti - www.legnostorto.com